Il look book Pre Fall 26 di Balenciaga segna un momento decisivo nelle prime fasi del mandato di Pierpaolo Piccioli, offrendo una visione più ampia e articolata di come intende riposizionare la maison dopo un decennio segnato dalla radicale rottura di Demna. Scattata tra un'ambientazione interna immacolata, quasi ambiziosa, e la realtà vissuta delle strade parigine, la collezione presenta Balenciaga come un guardaroba per corpi contemporanei in movimento, dove performance, eleganza e intelligenza storica sono chiamate a coesistere. Al centro della proposta c'è una ricalibrazione di ciò che l'utilità moderna significa per una maison di lusso fondata sull'innovazione. Piccioli introduce una categoria semplificata di capi tecnici body seconda pelle, leggings e strati adattabili che privilegiano il movimento e la consapevolezza fisica. Questi capi non sono trattati come significanti visivi dello sport, ma come indumenti funzionali progettati per supportare il corpo durante la vita quotidiana. L'iconica sneaker Balenciaga viene rivisitata con la stessa logica: più leggera, più flessibile e progettata per essere indossata realmente piuttosto che per un eccesso simbolico. L'enfasi si sposta dall'impatto visivo all'esperienza vissuta, senza rinunciare alla riconoscibilità. Questa rinnovata attenzione al corpo si estende naturalmente al dialogo di Piccioli con l'eredità di Cristóbal Balenciaga. Invece di amplificare il volume per ottenere un effetto teatrale, si avvicina all'archivio attraverso proporzioni ed equilibrio. Forme avvolgenti e silhouette squadrate riaffiorano in cappotti e capispalla sartoriali, la cui severità è addolcita da una costruzione raffinata e da materiali contemporanei. Un cappotto cammello, tagliato con deliberata sobrietà, cita discretamente la sartorialità d'archivio senza nostalgia, mentre gesti scultorei, come le scollature a spalle scoperte, compaiono su giacche di pelle, abiti e bomber imbottiti, reintroducendo con discrezione i codici dell'alta moda in capi di tutti i giorni. Persino gli elementi più drammatici della collezione sono temperati dal pragmatismo. Gli abiti con mantella mantengono un senso di grandiosità, ma la loro esecuzione in jersey li riformula come capi pensati per la disinvoltura piuttosto che per la cerimonia. Le paillettes emergono in contesti inaspettati, quasi casual, interrompendo le tradizionali gerarchie tra abiti da sera e da giorno. Il risultato è una deliberata confusione tra le occasioni, che suggerisce un guardaroba in cui il glamour è trasportabile piuttosto che performativo. Gli accessori svolgono un ruolo chiave nell'articolare la più ampia lettura culturale di Piccioli. Un cappello in stile casco rivisitato, che richiama uno dei momenti più iconici delle passerelle Balenciaga di metà anni 2000, viene ricostruito con la logica dei copricapi da strada contemporanei, spesso abbinato a sciarpe scolpite che evocano sia la protezione che l'anonimato. Il gesto sembra più un ponte concettuale che un revival d'archivio, collegando le sperimentazioni passate con le attuali modalità di abbigliamento. Le collaborazioni sottolineano ulteriormente la duplice fluidità della collezione. La partnership con Manolo Blahnik rafforza la padronanza di Piccioli della raffinatezza couture, mentre la collaborazione con NBA colloca Balenciaga all'interno di un dialogo culturale globale, non specificamente legato alla moda. Questi progetti non dominano la narrazione, ma funzionano come estensioni della stessa filosofia: la moda come parte di un sistema più ampio di movimento, identità e vita pubblica. Da un punto di vista critico, la Pre Fall 26 è misurata piuttosto che provocatoria. Chi si aspetta una rottura immediata con il recente linguaggio visivo di Balenciaga potrebbe trovare la collezione intenzionalmente sobria, a tratti persino cauta. Eppure, la sua forza risiede nella coerenza e nella direzione intrapresa. Piccioli stabilisce una struttura chiara, fondata sul rispetto per il patrimonio architettonico della maison, su una rinnovata enfasi sul corpo umano e su una comprensione pragmatica di come funziona il lusso oggi. È una fase di consolidamento ponderata, meno provocatoria e più di ricalibrazione, che getta le basi per una Balenciaga che si evolve attraverso la precisione piuttosto che attraverso lo shock.
Un Bacio Fatato
Vi aspetto al mio prossimo piccolo incantesimo
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