Il look book Pre Fall 26 di Ermanno Scervino si legge come una conversazione silenziosa tra intimità e struttura. Le ambientazioni interni di hotel senza tempo che ammorbidiscono ogni silhouette, sottolineano un'etica del design persistente: abiti al servizio della donna che li indossa, mai il contrario. In tutte le immagini, i capi traspirano; orli e spalline cadono senza sforzo e l'atmosfera generale privilegia la suggestione rispetto all'affermazione. Questo è un abbigliamento che privilegia la facilità e il movimento, sostenendo capi che sembrano raccolti piuttosto che costruiti. La collezione si basa fortemente sul déshabillé, reinterpretando la biancheria intima come componenti visibili e rispettabili dell'abbigliamento da giorno. La sottoveste è in cashmere anziché in seta, un piccolo ma decisivo cambiamento che trasforma le forme derivate dalla lingerie in capi che appaiono intenzionali piuttosto che timidi. Questa scelta evidenzia l'abilità di Scervino nell'ammorbidire i confini, il lusso diventa indossabile, il privato diventa pubblico pur preservando un senso di raffinatezza. Il risultato è seducente senza essere teatrale, intimo senza sembrare scoperto. La sartorialità maschile fa da contrappunto e, abbinata agli elementi più morbidi della collezione, crea una tensione accattivante. Cappotti dritti, giacche in Principe di Galles e tweed Harris si affiancano a raso di seta double face, stivali in pizzo rebrodé e minigonne; la giustapposizione bilancia rigore e morbidezza. La sartorialità è ordinata e proporzionata, sebbene a volte la combinazione possa virare verso la prevedibilità: la danza dei codici maschile/femminile è eseguita in modo impeccabile, ma a volte sembra un ritornello familiare piuttosto che una sorpresa. L'innovazione dei materiali è il fulcro della collezione. Ciò che a prima vista sembra denim è in realtà cashmere jacquard a spina di pesce; la pelle scamosciata è sfumata con precisione pittorica lungo le cuciture; la pelle d'agnello è resa ariosa dalla perforazione; la pelle di pecora è cerata, sfoderata o ricamata con trafori. Queste tecniche conferiscono ai capi di tutti i giorni una sensibilità couture e un interesse tattile che premia un'ispezione ravvicinata. Se c'è una critica da fare, è che le prodezze tecniche a volte eclissano il rischio concettuale: splendidamente realizzati, ma cauti nell'ambizione narrativa. La palette cromatica è calda e discretamente decisa: il blu polvere e il verde menta introducono una delicata freschezza, il bordeaux aggiunge profondità e una gamma di toni neutri mantiene la palette equilibrata. Insieme alle strategie di costruzione della collezione, le tonalità rafforzano una visione di femminilità contemporanea che non è né aggressivamente nuova né indulgentemente nostalgica. Nel complesso, la Pre Fall 26 si presenta come una collezione matura e portabile che celebra la semplicità, la materialità e il costante impegno della stilista nel vestire le donne con delicatezza e precisione.
Un Bacio Fatato
Vi aspetto al mio prossimo piccolo incantesimo
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