La collezione Haute Couture Spring 26 di Alessandro Michele per Valentino è arrivata alla Paris Couture Week in un momento di insolita densità emotiva, presentata pochi giorni dopo la scomparsa di Valentino Garavani. Ciò che avrebbe potuto sembrare casuale si è invece rivelato stranamente coerente: una riflessione sul glamour, sul cinema e sul potere mitico della moda, che riecheggia la dedizione di una vita del fondatore per il grande schermo. In Specula Mundi in latino specchio del mondo Michele propone l'haute couture come lusso intimo ed evasione totale, fondendo reverenza e ambizione teatrale. Il format della presentazione è concettualmente carico quanto gli abiti. Gli ospiti sbirciano in palchi circolari in legno ispirati al Kaiserpanorama del XIX secolo, un dispositivo cinematografico antecedente alla proiezione cinematografica. Invece di immagini in movimento, modelle dal vivo appariscono all'interno di queste sale illuminate, trasformando la couture in una sequenza di tableaux viventi. Una registrazione di Garavani che parla del suo amore formativo per il cinema ha dato il tono, ancorando lo spettacolo alla storia personale e inquadrandolo come un omaggio alle origini della moderna cultura delle celebrità. Visivamente, il mondo di Michele trae ispirazione dall'iconografia del cinema muto e dall'opulenza dell'Art Déco, condensando decenni di fantasia cinematografica in un unico, decadente continuum. Diversi look sembrano illustrazioni di Erté animate in tre dimensioni, come una sottoveste di raso bianco tagliata in sbieco, sormontata da un cappotto ricamato in velluto avorio con uno strascico avvolgente e che sfocia in un copricapo di piume di struzzo e strass. Altrove, gli abiti evocano i sontuosi costumi delle Ziegfeld Follies e di Mata Hari: mantelle di chiffon spolverate di geometrie argentate, cappotti kimono in velluto alla Poiret decorati con motivi floreali grafici e abiti che ricordano Gloria Swanson che emerge da un primo piano dimenticato. L'oro è emerso sia come materiale che come metafora. Le modelle indossano corone plissettate a raggiera e abiti da dea in lamé dorato che fondono l'iconografia classica con un pizzico di eccessi anni '80, trasformando le star del cinema in divinità secolari e le statuette degli Oscar in corpi viventi. Con una colonna sonora che fonde orchestrazioni classiche e techno pulsante, le modelle si offrono alla contemplazione, come se fossero custodite dietro un vetro. L'alta moda qui non è semplicemente indossata: è invece venerata. Il fascino di Michele per gli abiti come strumenti del mito è sempre evidente in tutta la sfilata. Si descrive come un archeologo e la collezione sembra uno scavo attraverso strati di memoria culturale Hollywood, haute couture, red carpet e narrazioni fantasy il tutto riassemblato in un nuovo spettacolo iper consapevole. Le sue riflessioni sul red carpet come spazio metafisico, al di là delle logiche di mercato e più vicino alla fiaba, trovano espressione tangibile in questi abiti chiaramente destinati a un sogno ad occhi aperti durante la stagione dei premi piuttosto che alla realtà quotidiana. Il formato impone uno sguardo insolitamente concentrato. Sbirciando attraverso gli oblò, gli spettatori sono divisi tra l'assorbimento dei dettagli meticolosi di ricami, drappeggi e costruzioni e l'impulso di catturare le immagini fugaci sui loro telefoni. Questa tensione rispecchia la proposta più ampia di Michele: in un mondo frammentato, l'alta moda rimane uno degli ultimi spazi autorizzati per sognare senza scuse. Da un punto di vista critico, Specula Mundi non è esente da eccessi, e i suoi riferimenti stratificati rasentano talvolta il sovraccarico visivo. Eppure, questa densità è anche il suo punto di forza, costruendo un mondo tanto immersivo quanto indulgente. Unendo l'eredità cinematografica di Valentino alla sua immaginazione massimalista, Michele ha realizzato una collezione che rende omaggio al passato, affermando al contempo il potere duraturo dell'alta moda come fantasia, rituale e rifugio.
Un Bacio Fatato
Vi aspetto al mio prossimo piccolo incantesimo
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