Il 13 luglio 26, Dolce & Gabbana ha trasformato il Parco Botanico Radicepura di Taormina in un Olimpo contemporaneo per la presentazione di Alta Moda 26, una dichiarazione d'amore alla Sicilia, alle sue donne e alla sua cultura visiva. Quattordici anni dopo il primo Grand Tour siciliano della maison, Taormina è tornata a essere il centro simbolico di una narrazione che da sempre appartiene al DNA della maison: una Sicilia teatrale, opulenta, sensuale e profondamente identitaria. Intitolata Le Devote delle Dee dell'Olimpo, la sfilata ha messo in scena una trasformazione simbolica che ha guidato l'intera serata. Durante la sfilata, una voce narrante ha accompagnato gli ospiti in un viaggio tra mito e realtà, raccontando di divinità che lasciano la sfera celeste per discendere sulla terra, nel cuore del Mediterraneo. Il concept ruotava attorno a una metamorfosi: le devote si trasformano in dee. La donna immaginata da Domenico Dolce e Stefano Gabbana è al contempo terrena e divina, forte, sensuale e maestosa, una figura profondamente siciliana che trova la consacrazione nell'Alta Moda. La scelta del Parco Botanico Radicepura è stata tanto narrativa quanto scenografica. I giardini sono diventati la materia prima della collezione e il filo conduttore dell'intera narrazione visiva. Rose, peonie e corolle sbocciavano direttamente sugli abiti attraverso ricami tridimensionali, applicazioni floreali e tecniche di haute couture che trasformano il tessuto in paesaggio. Il risultato è stato un'haute couture botanica di vere e proprie costruzioni architettoniche realizzate sul corpo, dove ogni gesto diventa un'offerta, ogni ricamo una preghiera e ogni abito una dichiarazione d'amore. Mentre gran parte dell'alta moda contemporanea esplora l'essenzialismo e il minimalismo, Dolce & Gabbana ha intrapreso la strada opposta, riaffermando senza esitazione il proprio linguaggio estetico. Volumi monumentali, gonne da ballo regali, mantelli teatrali, bustier ricamati e infiniti strati di tulle ribadiscono un'idea precisa: l'Alta Moda deve stupire. Deve rompere l'ordinario e trasformare chi la indossa in qualcosa di straordinario. Accanto all'esplosione floreale, il nero si è imposto come altro grande protagonista della serata. Capi trasparenti, velluti preziosi, tubini con frange e silhouette sensuali hanno riportato in auge alcuni dei codici più iconici della maison. È il nero delle vedove siciliane, delle processioni patronali e del cinema italiano, reinterpretato attraverso l'alta moda e trasformato in simbolo di assoluta eleganza. La schiera di ospiti internazionali che da tempo accompagnano i Grand Tour del marchio ha reso la serata ancora più spettacolare. Monica Bellucci ha confermato il suo storico legame con Dolce & Gabbana con un sofisticato look in pizzo nero, mentre Jennifer Lopez ha celebrato l'opulenza siciliana con un'imponente creazione dorata ispirata ai mosaici della Cappella Palatina di Palermo. Tra i momenti più emozionanti c'è stato il debutto in passerella di Léonie Cassel, la secondogenita di Monica Bellucci e Vincent Cassel, che ha aperto la sfilata con un abito scenografico a forma di nuvola completamente ricoperto di fiori, dando il tono a una serata in cui, come descritto nelle note della collezione, gli dei hanno lasciato l'Olimpo per raccogliere rose, intrecciare corone di fiori e adornare altari in un rituale di eterna bellezza.
Un Bacio Fatato
Vi aspetto al mio prossimo piccolo incantesimo
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