Marco Falcioni vuole che i dirigenti tornino a divertirsi a vestirsi. Per la stagione Fall Winter 26/27, Boss ha messo in scena quello che potrebbe essere descritto come un revival sartoriale controllato: un ritorno al piacere della sartoria, in stile anni '80, impreziosito da richiami dandy e da una disinvoltura decisamente contemporanea. La premessa è più che chiara: l'abito aziendale non è un'uniforme. È un linguaggio. Falcioni ha rivisitato i selling book della maison di fine anni '80, prestigiosi manuali che un tempo assemblavano immagini di nature morte in outfit perfettamente commercializzati. Quei manufatti d'archivio decisi, ambiziosi, dallo stile sfacciato fungevano da modello. In contrasto con i look book odierni, spesso asettici, abbracciano il carattere. Quello spirito anima la passerella, la sartorialità ha caratterizzato la collezione, ma l'uniformità è stata deliberatamente rifiutata. I blazer allungati da donna presentano spalle leggermente scese, vita stretta e revers alti con abbottonatura a lancia: un dialogo tra la spavalderia di fine anni '80 e la precisione degli anni '90. Sono abbinati a pantaloni con risvolto alto che allungano la silhouette. I dettagli sono importanti, i blazer doppiopetto reintroducono le doppie tasche a patta e presentano strutture posteriori curvilinee pensate per accentuare la forma, sensuali ma non vistose. L'enfasi di Falcioni sulla silhouette posteriore, spesso trascurata, segnala una sottile ricalibrazione della postura aziendale. La sovrapposizione infonde dinamismo, blouson e anorak in pelle vengono indossati sopra abbinamenti camicia e cravatta, stemperando l'eleganza con un tocco di originalità. Gli abiti separati diventano più ampi, voluminosi, volutamente disegnati per suggerire un movimento che andasse oltre la sala riunioni. L'archetipo dell'ufficio rimane intatto, ma acquisiva consistenza. La ricchezza dei materiali rafforza il messaggio, alpaca spazzolata, cashmere e persino struzzo appaiono su camicie e cappotti, sublimando i capi essenziali attraverso la tattilità. Gli accessori rilanciano l'esuberanza d'archivio: fazzoletti da taschino piegati con cura, sciarpe di seta che spuntano dai colletti, cravatte trasformate in spille floreali. Motivi paisley e geometrici riaffiorano, ricordando un'epoca in cui i colletti bianchi abbracciano l'ornamento piuttosto che l'austerità. L'espressione è calzante, infatti la collezione non ha smantellato la sartorialità; l'ha diversificata. Ha riconosciuto che i professionisti moderni ricoprono più ruoli nell'arco della stessa giornata e che i loro guardaroba dovrebbe rispondere di conseguenza. Alla Milano Fashion Week Fall Winter 26, Boss ha ripensato l'abbigliamento aziendale come espressivo piuttosto che obbligatorio. La proposta di Falcioni per la Fall Winter 26/27 non mira ad abbandonare la struttura, anzi si tratta di restituirle il Suo vero piacere.
Un Bacio Fatato
Vi aspetto al mio prossimo piccolo incantesimo
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