Tory Burch ha basato la sua sfilata Fall Winter 26/27 su qualcosa di discretamente personale: un paio di pantaloni di velluto a coste di suo padre. In una stagione segnata dal disagio collettivo, la sua domanda iniziale cosa dura? è sembrata al tempo stesso intima e pragmatica. Quei pantaloni consumati sono diventati un'ancora concettuale, tradotta in pantaloni di velluto a coste larghe, dal taglio morbido, abbinati a maglie girocollo e camicie con colletto arrotondato, con le maniche casualmente sollevate. Il gesto è stato modesto, ma intenzionale, un guardaroba costruito su familiarità, comfort e rilevanza a lungo termine. Da lì, l'abilità di Burch nel perfezionare la quotidianità ha preso il sopravvento. Ciò che avrebbe potuto rischiare di sembrare conservatore è stato esaltato attraverso sfumature e dettagli dei materiali. I cardigan in Shetland sono impreziositi da ricami badla in filo d'oro, che donano un tocco di preziosità a una lana altrimenti umile. I cappotti avvolgenti in jacquard paesaggistici metallizzati aggiungono profondità visiva e un senso di lusso avvolgente. Non si trattava di capi in cerca di novità; sono invece capi pensati per premiare la visione attenta e l'uso ripetuto. Gli accessori hanno reso più accattivante la narrazione. Spille a forma di pesce in argento e collane con pendenti hanno conferito un fascino stravagante, quasi da cimelio di famiglia, mentre le borse a cestino in rafia e pelle che ricordano le tote Deadhead che Burch portava da giovane, hanno ancorato i look a una nostalgia vissuta. Le décolleté con cinturino alla caviglia impreziosite e le cinture in pelle intrecciata, uno dei tratti distintivi di Burch, hanno ancora una volta sfiorato il ruolo di capi It della stagione. Un secondo livello di influenza proviene da Bunny Mellon, la leggendaria paesaggista ed ex proprietaria della tenuta Burch ad Antigua. Il suo spirito aleggia sulla collezione in borse trapuntate decorate con il motivo del nodo Bunny e in silhouette che alludono alla raffinatezza di metà secolo. Abiti chemisier con fiocchi eleganti sembrano pensati per la vita quotidiana abbastanza ampi da poter essere indossati in giardino mentre le sottovesti in seta stonewashed con cinture sui fianchi in stile bachelite ammiccavano a un'epoca ancora precedente. Non tutti i riferimenti storici arrivano con altrettanta chiarezza: gli abiti flapper decostruiti a vita bassa sembrano leggermente in contrasto con il tono altrimenti concreto. Ma il tratto finale, con maglie a coste quasi trasparenti in finezza fine, riporta la collezione al presente con silenziosa autorità. La risposta di Burch a ciò che dura non è stata solo la nostalgia, ma la convinzione di abiti che combinano memoria, utilità e sottile eleganza. Questa è una collezione che non ha gridato la sua rilevanza, ma l'ha lasciata emergere attraverso texture, proporzioni e un profondo rispetto per il modo in cui le donne vivono realmente i loro guardaroba.
Un Bacio Fatato
Vi aspetto al mio prossimo piccolo incantesimo
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