Nell'imponente auditorium in cemento della Maison de l'UNESCO, una nebbia aleggia bassa sul pavimento mentre le prime modelle appaiono, con le gonne che risolvono la foschia. Questo ha dato il tono all'ultima collezione di Chemena Kamali per Chloé: suggestiva, romantica e inconfondibilmente intrisa della lunga tradizione bohémien della maison. La stilista ha intitolato la collezione Devozione, un termine che cattura sia il suo processo di ricerca intensiva sia la sensibilità artigianale che ha progressivamente consolidato la maison. Kamali ha affrontato la stagione con la curiosità di un'archivista e l'istinto di una romantica. I suoi riferimenti spaziano ampiamente: dai costumi popolari olandesi del XIX secolo e dai concorsi lituani per i capelli lunghi, fino al lavoro d'archivio di Karl Lagerfeld durante il suo mandato da Chloé. Il dialogo tra passato e presente emerge immediatamente nei look di apertura: blazer di lana con carré staccati sulle spalle, un tocco architettonico ispirato sia alle giacche in maglia di Lagerfeld del 1978 sia al kraplap, un indumento di cotone rigido tipico dell'abbigliamento tradizionale olandese. Eppure, nonostante l'impalcatura intellettuale, la collezione si muove con la leggerezza e il calore emotivo associati al mito di Chloé. Gonne a quadri color prateria avvolgono le gambe, indossate sopra calze di lana e abbinate a zoccoli che aggiungono una punteggiatura volutamente rustica. Abiti con pettorina e camicette color pesca, alcune delle quali si trasformano in cappotti vistosi con le spalle pronunciate tanto amate da Kamali, richiamando archetipi familiari della maison, spingendoli verso una silhouette più ampia e strutturata. La texture è diventata il linguaggio centrale della sfilata. Kamali non è una stilista minimalista; preferisce l'accumulo. Un singolo outfit può combinare ricami floreali, lavori a maglia fatti a mano, uncinetto e patchwork nella stessa composizione, riecheggiando la ricchezza stratificata che ha scoperto nell'abbigliamento popolare olandese. Sottogonne di chiffon di seta a volte lunghe fino a venticinque metri che svolazzano sotto gli abiti, conferendo loro un volume fluttuante, quasi spumoso, mentre le modelle si muovono nella sala avvolte dalla nebbia. Lo styling rafforza l'impressione di una tribù errante e leggermente ribelle. I capelli appaiono spettinati e sciolti come se fossero stati appena sciolti; minuscoli occhiali da sole rotondi incorniciano i volti; l'effetto complessivo suggerisce un gruppo di ragazze che escono da un concerto a tarda notte, a metà strada tra la nostalgia pastorale e il cool della controcultura. Il mood board di Kamali, a quanto pare, include immagini del fotografo Bob Fitch, la cui documentazione della cultura hippie distilla gli ideali comunitari in semplici dichiarazioni su famiglia, artigianato e valori condivisi. Questo spirito si traduce chiaramente nei capi. Cardigan lavorati a mano, impreziositi da pompon e piccole applicazioni floreali, emanano un calore inconfondibilmente artigianale. Gonne trapuntate e giacche patchwork si affidano alla narrazione artigianale, con superfici dense di lavoro a vista. Mantelle e poncho, da sempre elementi distintivi di Chloé, riappaiono con rinnovata enfasi, il cui morbido drappeggio rafforza la sensazione di avvolgente comfort. Se la generosità di Kamali è il punto di forza della collezione, a volte ne rappresenta anche la sfida. La sovrapposizione di riferimenti, texture e tecniche decorative a volte tendeva all'eccesso, e la sequenza della sfilata rischia la ripetizione visiva, con silhouette simili che riappaiono in forme leggermente modificate. Ciononostante, l'impressione generale rimane profondamente empatica. In un settore spesso ossessionato da gesti concettuali taglienti, l'insistenza di Kamali sull'artigianato, il tocco umano e la risonanza emotiva risulta piacevolmente sincera. In definitiva, Devotion ha ribadito la direzione intrapresa da Kamali per Chloé: una visione radicata nella comunità, nel lavoro manuale e nell'abbondanza romantica. I capi possono a volte risultare eccessivamente voluminosi, ma portano con sé l'inconfondibile calore di una stilista convinta che la moda sia più ricca quando porta il segno delle mani che l'hanno creata.
Un Bacio Fatato
Vi aspetto al mio prossimo piccolo incantesimo
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