Il panorama dell'Alta Moda è cambiato sotto i nostri piedi questa settimana, quando Daniel Roseberry, a 40 anni, si è ritrovato improvvisamente ad essere il vecchio maestro del métier. In assenza di altre maison veterane e di un cambio di guardia presso le principali etichette, Roseberry ha sfruttato la presentazione Haute Couture Spring 26 per mettere in mostra tutta la potenza storica di Schiaparelli. La narrazione ha tratto spunto da un viaggio trasformativo a Roma, dove lo stilista è rimasto colpito dalla tensione tra le pareti statiche e rigorose della Cappella Sistina e la liberazione orgasmica del soffitto di Michelangelo. È una storia di liberazione, una decisione consapevole di andare oltre la disciplina controllata delle ultime stagioni, per entrare in un regno di immaginazione intensa ed espressiva che sa di sacro ma anche di profano. L'arco narrativo di questa stagione ha abbandonato i tradizionali tropi della femme fleur della couture a favore di una fauna più pericolosa e predatrice. Il viaggio narrativo attraverso la collezione ci ha presentato una serie di creature meravigliose, come l'Isabella Blowfish, un omaggio alla compianta icona della couture e gli Infanta Terribles. Sostituendo morbidi petali con punte spinose e code di scorpione, Roseberry ha raccontato la storia di una donna che non si limita a essere osservata, ma che minaccia attivamente lo status quo. È stata un'esplorazione ritmica della performance art, incarnata dalla musa in prima fila e candidata all'Oscar Teyana Taylor, che ha inquadrato l'identità di Schiaparelli come l'uniforme definitiva per l'estroversa temeraria che vede il mondo come un palcoscenico. Se esaminiamo la spavalderia tecnica necessaria per realizzare una visione così surrealista, la maestria dell'atelier Schiaparelli è innegabilmente senza pari. Roseberry ha spinto i limiti della struttura, progettando top bustier e giacche aderenti con minacciose code di scorpione che si inarcano verso l'alto dalla parte bassa della schiena con una precisione che sfida la gravità. La collezione ha presentato tailleur Isabella Blowfish meticolosamente ricoperti di punte spinose applicate a mano, un'impresa tecnica sartoriale che richiede rigore e aggressività. Abbiamo anche osservato un nuovo regno di animalia: ali piumate che spuntano da silhouette senza spalline e sporgenze simili ad artigli che spuntano dalle scapole delle giacche, fondendo texture organiche con fermezza architettonica. Un capo di spicco è un abito bustier che imita un uccello in volo si affida a supporti interni a sbalzo per mantenere il suo profilo slanciato, dimostrando che Roseberry è davvero il Michelangelo della Couture. Dobbiamo dire che il passaggio dall'oro clinico degli anni precedenti a questa versione più animalesca ed ecclesiastica dimostra una maturità stilistica spettacolare. A dire il vero, mentre altre maison giocano sul sicuro con la bellezza commerciale, Roseberry è l'unica a trattare costantemente la passerella come un luogo di autentico rischio artistico. Dal punto di vista, il modo in cui onora l'eredità di Elsa Schiaparelli passando dalla sua iconica aragosta ai suoi becchi e chele è l'esempio perfetto di come mantenere viva e attuale una maison storica. Forse questa collezione segna un'era definitiva per la maison, un'era in cui Schiaparelli si erge solitario all'apice della creatività parigina. Crediamo che, abbracciando il dualismo di rigore e libertà tipico della Cappella Sistina, Roseberry si sia assicurato il suo posto di navigatore definitivo dell'alta moda moderna. Ci sembra che finché ci saranno artisti performativi come Teyana Taylor a indossare questi capi, la maison rimarrà la destinazione più entusiasmante del calendario della moda. In definitiva, la Haute Couture Spring 26 è un manifesto divino, a dimostrazione che nelle mani di un maestro, la moda può ancora raggiungere uno stato di pura estasi incontaminata.
Un Bacio Fatato
Vi aspetto al mio prossimo piccolo incantesimo
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