All'interno dei corridoi affrescati di Palazzo Acerbi, lo spettacolo è arrivato con una cerimonia. La residenza cinquecentesca, un tempo dimora del marchese Ludovico Acerbi, è tornata a essere un teatro di grandiosità con la presentazione della collezione Fall Winter 26/27 di Elisabetta Franchi. Piume bianche scendono dal soffitto sulle note dal vivo di Fading Memories di Juno Francis, creando un tono di nostalgia teatrale. Nel finale, intensificato da Aria di Argy e Omnya, l'atmosfera è passata dalla fantasticheria al crescendo. Franchi ha descritto la collezione come un'esplorazione della femminilità attraverso la lente dell'austerità vittoriana, interpretata in un linguaggio fedele alla sua maison. Il risultato è stato un dialogo costante tra disciplina e desiderio, una negoziazione tra moderazione e rivelazione che ha strutturato l'intera sfilata. Le silhouette sono caratterizzate da una precisione architettonica. La corsetteria ottocentesca ispira le cinture bustier indossate sopra cappotti e abiti, mentre la costruzione interna imbottita che scolpisce i capi per accentuare la linea a clessidra. L'effetto è deliberato e controllato, ma mai statico. La struttura incornicia il corpo anziché imprigionarlo. Quel rigore è bilanciato da fluidi contrappunti: cappotti avvolgenti e maglieria tattile addolciscono i bordi; camicette in georgette introducono movimento; gonne in taffetà si srotolano in balze a cascata. Le modelle oscillano tra personaggi diversi: alcune pronte per una serata barocca, altre vestite per una cena discreta, altre ancora che proiettano la composta sicurezza di una donna che entra in ufficio dopo una serata movimentata. Il guardaroba traccia anche queste transizioni in modo impeccabile. I codici essenziali della maison sono rimasti intatti. La sartorialità maschile si è intrecciata con riferimenti alla lingerie. Decorazioni scintillanti hanno punteggiato tessuti sobri. Texture animalier sono emerse strategicamente, tra cui una sorprendente pelle rossa trattata per imitare il pelo di pony, interrompendo una palette che passa metodicamente dal bianco e nero al grigio e al marrone, fino a un blu saturo. Un accessorio ha segnato l'espansione futura: l'anteprima del primo modello di occhiali da sole della maison. Presentato come un lancio imminente, ha sottolineato l'intenzione di Franchi di consolidare l'autorevolezza del lifestyle oltre il prêt à porter. La collezione Fall Winter 26/27 di Elisabetta Franchi non si è discostata radicalmente dall'identità consolidata; al contrario, l'ha raffinata. Inserendo la severità vittoriana in un contesto contemporaneo di empowerment sensuale, Franchi ha rafforzato il suo concetto centrale: la femminilità, quando è strutturata con intenzione, diventa una forma di potere. Nelle sale echeggianti di Palazzo Acerbi, questo concetto è apparso al tempo stesso storico e molto attuale.
Un Bacio Fatato
Vi aspetto al mio prossimo piccolo incantesimo
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