Dopo una stagione trascorsa al chiuso, Antonio Marras ha portato la sua sfilata Spring Summer 27 all'aria aperta per la Settimana della Moda di Milano il 23 settembre, mettendo in scena l'uscita più letterale possibile. L'invito è arrivato sotto forma di annuncio di nozze per Ippolita e Antiogu ad Alghero, previsto per mezzogiorno dopo la notte di San Giovanni. La location è il campo da basket del Giardino Vincenzo Muccioli, un parco pubblico nel quartiere Tortona di Milano, con l'asfalto ricoperto di tappeti sovrapposti e un lungo tavolo da banchetto al centro. Il pubblico è rimasto seduto a lungo sotto il sole di mezzogiorno con la consueta impazienza degli invitati in attesa degli sposi. Marras ha descritto il concept nel backstage come il matrimonio del giorno dopo, quando tutti sono un po' a pezzi, un po' stanchi, quando tutto è un po' disfatto, spettinato e fuori controllo: un momento in cui persone diverse si incontrano. Secondo lui, la moda ha il dovere di disgregare le cose e smontarle, e il suo processo creativo inizia proprio dalla costruzione. Parte come minimalista, ma si perde nel processo, sentendo il bisogno di incrostare, sporcare, ricamare e lasciare i segni dell'esistenza. Questa sensibilità si manifesta nell'accostamento di quadri e righe a fiori dipinti e in una rivisitazione del camouflage, un elemento distintivo di Marras. Pantaloni militari sono ricoperti di fiori di pizzo con paillettes, una giacca blu navy con frange è abbinata a una gonna di pizzo, un abito a camicia in chiffon a fiori è stretto in un corsetto con stecche, e calze al ginocchio a rombi sono tirate su sotto pantaloncini sartoriali. L'ultima parte della collezione è dominata dal nero, culminando in un abito da ballo senza spalline con corpetto ricamato e velo di pizzo. La Sardegna è semplicemente lì, come spesso accade nel lavoro di Marras. I gioielli, frutto di una nuova collaborazione con Giovanni Raspini, riproducono maschere sarde, gechi e fiori in bronzo brunito. Lo stilista ha parlato della Sardegna come della stratificazione di un'esistenza, dove Fenici, Romani, Greci, Francesi e Spagnoli sono arrivati e hanno lasciato tracce, un serbatoio inesauribile in cui lui immerge le mani. È un DNA fatto di piccoli frammenti, proprio come la sua moda è fatta di piccoli dettagli che si scoprono man mano. Persino il titolo, Un matrimonio di mezzogiorno di mezza estate, cela un ulteriore livello di significato, un riferimento a Shakespeare, la cui commedia di mezza estate si conclude con le nozze di Teseo e Ippolita, mentre Antiogu è la forma sarda di Antioco. Per il gran finale, le modelle sono tornate a coppie, ognuna portando la propria sedia in spalla, capovolta o tenuta in piano, prima di prendere posto al tavolo. Poi l'ex primo ballerino del Royal Ballet Edward Watson è salito sul tavolo e ha riproposto la danza del banchetto tratta da Hair di Milos Forman, sostituendone l'esuberanza con Dio, come ti amo, cantata da Paola Turci con Paolo Fresu. Gli sposi sono arrivati ultimi: la sposa in tulle color ecru e velo, lo sposo in un abito corto ricamato e calzini bianchi.
Un Bacio Fatato
Vi aspetto al mio prossimo piccolo incantesimo
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