La collezione Spring Summer 27 di Saint Laurent, presentata alla Settimana della Moda di Parigi SS27 il 29 settembre 26, è sembrata un addio, messa in scena dieci anni e esattamente due giorni dopo il debutto di Anthony Vaccarello nel 2016 per la maison di proprietà di Kering, con ogni segnale che punta a un ultimo saluto. Gli ospiti sono arrivati accompagnati dalla colonna sonora di Miles Davis per il primo film di Louis Malle, Ascensore per il patibolo, le cui immagini sono state utilizzate anche come promozioni Instagram per la sfilata. Un biglietto inviato con delle calle nere spiegava che non ci sarebbero state interviste, descrivendo una collezione a lungo covata che ora sembra giusto portare alla luce, una collezione molto personale e carica di emozioni che preferisce lasciare parlare attraverso le sue tonalità. La serata si è conclusa con una performance a sorpresa della fedelissima Charlotte Gainsbourg, che ha ripetuto un ritornello dedicato allo stesso Yves Saint Laurent. Se si è trattato di un addio, è stato orchestrato con precisione, in egual misura omaggio al fondatore e in linea con l'incrollabile rigore di Vaccarello. La palette si è dispiegata in molteplici sfumature d'oro prima di un finale interamente in nero, un ribaltamento della collezione Rive Gauche autunno 1991 di Yves Saint Laurent, che si concludeva anch'essa interamente in oro. Le note di presentazione richiama un'analisi d'archivio sull'oro come colore magico che assume il colore del sole quando si riflette su una donna, altrove descritto come il nero dei giorni nostri e come essenziale per una serata luminosa, altrimenti al limite dell'assurdo. E che splendore! La Torre Eiffel scintilla non solo secondo il suo consueto programma orario, ma anche all'inizio e alla fine della sfilata, mentre un trio di enormi lampadari a candela proietta ombre suggestive sulla lucida passerella nera. Quella luce è amplificata dagli abiti stessi: sahariene e trench in cotone metallizzato scricchiolante e toile de Jouy stropicciata, abbinati a foulard in mussola nei toni dell'assenzio intenso, dell'ambra e del cognac per un tocco di drammaticità. Abiti da cocktail in quello che sembra pizzo con fili metallici, accanto a giacche corte e pantaloni in broccato dorato, completati come sempre da grandi orecchini e tacchi a spillo altissimi, tra cui un paio sorprendente con tacco a S a forma di serpente. Forse è stata l'unica sfilata a Parigi in questa stagione a non includere nemmeno una borsa. La dichiarazione ha chiuso un decennio definito da uno stilista dalla forte personalità ma dai modi gentili, restio a piegarsi alle tendenze e altrettanto fermo nella sua resistenza alla democratizzazione della moda che domina il dibattito attuale, un cambiamento che lui stesso ha descritto come un impoverimento culturale in cui chiunque è portato a credere di poter possedere un capo o una borsa di una grande maison. La sua speranza dichiarata è stata quella di un ritorno a un approccio tradizionale al lusso, sostenendo che l'ubiquità erode il concetto stesso di moda. Se questo modello tradizionale potrà mai tornare, resta da vedere, ma per una notte alle Tuileries, nessun oggetto dorato è stato lasciato svanire silenziosamente.
Un Bacio Fatato
Vi aspetto al mio prossimo piccolo incantesimo
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